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Paragrafo  9  .  La  Francia, la Germania e l'Inghilterra  negli  anni

Sessanta e Settanta.

     
In  Francia  il  generale De Gaulle premeva per dare  un'impronta  pi
decisamente  presidenzialista alla quinta repubblica e  a  tale  scopo
indisse  un referendum sull'elezione diretta del presidente e  sciolse
il  parlamento  che ostacolava il suo progetto. Nel  1962  si  tennero
dunque  referendum  ed  elezioni  politiche:  entrambi  segnarono   un
successo  per  De  Gaulle, che cos rafforz  ulteriormente  potere  e
prestigio personali.
     La  Francia gollista inaugur una nuova politica estera.  Risolta
la  questione algerina, con il riconoscimento dell'indipendenza all'ex
colonia  nel  1962, il generale De Gaulle cerc infatti di  assicurare
alla Francia un ruolo di grande potenza, autonoma dagli Stati Uniti in
campo  militare, diplomatico e monetario. A tale scopo dot  le  forze
francesi  di un armamento nucleare e decise il ritiro dalla NATO,  pur
rimanendo  nell'alleanza  atlantica; riconobbe  la  Cina  comunista  e
condann l'intervento degli Stati Uniti in Vietnam,
     
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     cerc  di  bloccare la supremazia del dollaro, dotando  le  casse
dello  stato di rilevanti quantit di oro e proponendo il  ritorno  al
sistema  della  convertibilit  delle  monete.  In  Europa  cerc   di
affermare l'idea dell'"Europa delle patrie", contrapponendola a quella
di una federazione sopranazionale; contemporaneamente intese garantire
alla  Francia  un ruolo preminente e per questo si oppose all'ingresso
della Gran Bretagna nella CEE, preferendo mantenere pi stretti legami
con la Germania occidentale.
     La   popolarit  del  generale,  che  nel  1965  venne   rieletto
presidente della repubblica, cominci a calare dopo la met degli anni
Sessanta,  quando il malcontento per il disagio economico aliment  la
tensione  sociale  e  favor la crescita delle sinistre,  guidate  dal
socialista Franois Mitterrand, alle elezioni legislative del 1967. La
rivolta  studentesca  e  la  protesta  operaia  del  1968  misero   in
difficolt De Gaulle. Il governo presieduto da Georges Pompidou riusc
a  isolare gli studenti, raggiungendo un accordo con i sindacati,  che
assicurava ai lavoratori notevoli miglioramenti salariali e normativi.
Il  presidente della repubblica sciolse il parlamento e indisse  nuove
elezioni;   queste  si  svolsero  il  30  giugno  ed  assegnarono   la
maggioranza assoluta al partito gollista. La stabilit recuperata  con
le  elezioni  del 1968, per, ebbe breve durata: l'anno successivo  De
Gaulle  indisse un referendum su un progetto di riforma del  senato  e
dell'ordinamento  regionale, annunciando che, in  caso  di  sconfitta,
avrebbe abbandonato la presidenza della repubblica. Il referendum  non
pass e il generale si dimise per ritirarsi nella sua casa di campagna
a  Colombey-les-deux-glises, dove mor il 9 novembre del 1970. La pi
alta carica dello stato rest comunque alla destra gollista, prima con
Georges Pompidou e, dopo la morte di questi nel 1974, a Valry Giscard
d'Estaing.
     Nel  1966  in Germania si form un governo di "grande coalizione"
tra CDU, CSU e socialdemocratici, presieduto dal cristiano democratico
Kurt George Kiesinger e con vicecancelliere e ministro degli esteri il
leader della SPD Willy Brandt. La nuova maggioranza, che metteva  fine
a  quindici  anni  di ininterrotta egemonia dei cristiano-democratici,
sopravvisse  sino al 1969, quando le elezioni assegnarono la  vittoria
ai  socialdemocratici,  che, alleatisi con i  liberali,  formarono  un
nuovo   governo  presieduto  da  Willy  Brandt.  Questo  si   distinse
soprattutto  per  l'adozione di una nuova linea  di  politica  estera,
volta  a  stabilire normali rapporti con i paesi del blocco sovietico.
Tra  il 1970 e il 1973 vennero firmati trattati bilaterali di amicizia
con  l'Unione Sovietica, con la Polonia, con la Cecoslovacchia  e  con
l'Ungheria;  nel  1972 un accordo con la Germania  orientale  apr  la
strada  al reciproco riconoscimento dei due stati tedeschi. Nel  1974,
in seguito al coinvolgimento di alcuni suoi collaboratori in questioni
di  spionaggio  con  i paesi dell'Europa orientale,  Willy  Brandt  si
dimise,  lasciando  il  posto di cancelliere  ad  un  altro  esponente
socialdemocratico, Helmut Schmidt.
     Dal  1964  al 1979 la Gran Bretagna fu alternativamente retta  da
governi  conservatori e laburisti, che dovettero  affrontare  numerosi
problemi  economici  e  sociali. Per fronteggiare  l'inflazione  e  il
deficit  della  bilancia dei pagamenti vennero fortemente  ridotte  le
spese sociali.
     La  politica  estera  fu  contrassegnata  dal  completamento  del
ritiro  dalle  colonie e dall'adesione alla CEE  nel  1973  insieme  a
Irlanda e Danimarca.
     
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     In  quello  stesso  periodo si aggrav  la  questione  irlandese.
Nell'Ulster,  ossia nelle contee dell'Irlanda del nord  rimaste  unite
alla  Gran  Bretagna  dopo la concessione dell'indipendenza  al  resto
dell'isola  nel  1921,  i  contrasti tra la  maggioranza  protestante,
fedele  all'unione  con  la Gran Bretagna, e la  minoranza  cattolica,
favorevole  alla riunificazione con l'Irlanda, erano  sfociati  in  un
crescendo di sanguinosi episodi di guerra civile, tanto che  nel  1969
il  governo  britannico decise di inviare l'esercito. Il ripetersi  di
attentati terroristici e di scontri tra l'IRA (Irish Republican Army),
l'organizzazione  armata  dei nazionalisti  cattolici,  le  formazioni
paramilitari  dell'estremismo protestante  e  le  truppe  britanniche,
spinse  quindi  all'adozione  di  eccezionali  misure  di  polizia   e
giurisdizionali, che acutizzarono ulteriormente i contrasti.
